Tutti contagiati dal Pollice verde

Da quando ho conosciuto il giardiniere la mia vita ha preso curvature inaspettate. L’ottovolante della natura è capace di rapirci con la sua malia seduttiva per poi rigettarci ridenti, spettinati e confusi.

Noi cittadini siamo le vittime preferite. E’ sufficiente una piantina fiorita per mandarci momentaneamente in sollucchero ma per un convivenza durevole ed armoniosa la natura pretende di più. Essendo nostra coinquilina su questo pianeta, non si accontenta di un atteggiamento egoista e distratto.

Nel tempo ho avuto modo di veder partire dal mio cortiletto un gran numero di piante e ormai ne sono certa : quando arrivano a destinazione danno “frutti” proporzionati all’attenzione che si pone nel sceglierle, accoglierle ed accudirle.

Dietro ad un bellissimo davanzale c’è sempre qualcuno che trova un po’ di tempo per occuparsene con amore e con la volontà di raccogliere e memorizzare le informazioni che ha colto in giro per poi tenerne conto all’occorrenza, di osservare le piante prima di comprarle, di fare al venditore le giuste domande (staranno al sole, staranno all’ombra, mi aspetto questo effetto, ho questo tempo a disposizione per occuparmene, che tipo di piante sono, quanto le bagno, come le nutro, quanto vivranno, quand’è e quanto dura la fioritura …). Siate acquirenti petulanti, date al vostro vivaista la possibilità di esercitare le sue competenze e di mandarvi via più informati e soddisfatti ma poi, una volta a casa, metteteci anche un po’ del vostro istinto.

Ieri sera sono andata a cena dalla mia amica Annamaria. Non abbiamo mai parlato seriamente di piante (preferiamo sognare di acquistare filati preziosissimi e colorati in ogni parte del mondo) ma rimango sempre piacevolmente impressionata da come riesca a creare davanzali belli e naturali. Sicuramente sceglie le essenze una ad una e, pur rimanendo sempre oculata nelle spese, non bada alle differenze di prezzo quando ha in mente il suo progetto di allestimento verde. Si concentra sulla qualità e, piuttosto, s’ingegna durante la composizione delle cassette per far risaltare al meglio ciò che ha scelto.

Se non avesse tanto altro di cui occuparsi, sarebbe un’ottima collega giardiniera!

Non lasciatevi demoralizzare da esperimenti poco felici, trattate le piante con la confidenza che riservate agli amici e vedrete che, concentrandovi sulla relazione invece che su irrealizzabili aspettative di perfetta riuscita, sarete tutti contagiati dalla malattia del pollice verde.
 

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